La spada di Sharp è a doppio taglio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fra le poche novità di questo periodo intermedio nel settore dei notebook, spicca fra gli attori Sharp che, in un periodo che porta la maggior parte dei produttori verso l'all-in-one, torna con una linea, quella dei tiny laptop, questa volta privilegiando la vista e il portafoglio.

Sappiamo che questo settore non è mai stato dei più economici e i prodotti ultraleggeri di buona qualità si sono sempre posizionati nella fascia alta di prezzo.

Questo PC-UM10 viene proposto negli USA a 1.799 US$.

Bisogna dire che nel nostro paese le cose vanno diversamente: €3.000!!!
Quasi il doppio!!!

Sharp ha ottenuto lo spessore straordinario di 16,6-19,6 mm installando direttamente il display nella struttura del coperchio (dimensioni complessive 282x232x16,6 mm).

Seguendo le orme del Titanium di Apple, ma con l'intento di superare i problemi di riscaldamento di quello, il guscio di questo notebook è creato in lega di magnesio e di alluminio.

Bisogna dire anche che lo chassis è stato trattato in modo tale da ridurre al massimo gli effetti del tempo e i graffi.

L'insieme di queste soluzioni abbassa il peso a 1,31 kg.

Da una tradizione inaugurata da Psion e poi IBM, la tastiera si solleva all'apertura, mentre alla chiusura del coperchio rientra nello chassis.

Lo schermo, di dimensioni non particolarmente estese (12") ha un'ottima visibilità, grazie alla tecnologia antiriflesso Black TFT, che risulta abbastanza brillante anche in pieno sole.

Ultimo punto di forza, la durata delle batterie, che va dalle 3 ore con il modello standard fino alle 9 ore acquistando quella ad alta capacità.

Fino a qui le note di spicco.

Guardando meglio dentro quest'ingegnerizzazione scopriamo che, sì, il processore è un Mobile Intel Pentium III, ma - a 600 MHz -a trascinare il Windows 2000 con cui è equipaggiato non è certo un razzo, soprattutto se può usare solo i 128 MB di RAM con cui arriva.

E anche se i 20 GB di HD per oggi potrebbero ancora bastare, se vuoi espandere la memoria non puoi superare i 256MB proprietari che ti costeranno almeno altre 700 mila lire in più.

Seppure con diverse porte (dal modem all'Ethernet, alla PCMCIA e USB - solo 1), ogni altro accessorio è opzionale: Unità Floppy Disk (€130 circa) e CD-ROM 6X (!!!) (€300 circa) (in USA anche DVD-ROM), ma niente CD-RW o Combo.

Inoltre, essendoci solo una porta USB potreste avere fastidi a collegare un mouse esterno o la stampante e il CD-ROM insieme e quindi dovrete comprare anche la Port Bar (€250 circa).

Se ci aggiungi anche la batteria da 9 (presunte) ore da circa €350 superi di brutto i €4000 per una macchina senza troppe pretese, anche perché il peso complessivo si sarà nel frattempo triplicato.

Insomma, anche questa volta speravamo che un qualche produttore di PC notebook riuscisse a scalzare la supremazia di Apple in termini di rapporto qualità/prezzo sia sulla fascia alta, con i Titanium, e su quella "bassa", con gli iBook, fra l'altro tutti rinnovati, ma siamo rimasti profondamente delusi.

Niente Firewire, poche porte, molti costi aggiuntivi, un peso civetta che si trasforma in un mattone, schermo ridotto per il livello di spesa, nessuna unità combo…

Provaci ancora PC:
per ora a rimanere in corsa restano Fujitsu-Siemens e Acer, che però seguono da lontano nella corsa dei notebook nomadi.

L'unica vera alternativa sono i subnotebook NEC con un semi-defunto WindowsCE H/PC, ma -ovviamente- qui stiamo parlando d'altro.