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Presentato in un ricco articolo
da PenComputing il nuovo Sony CLIE PEG-N710C.
Questo palmare - se ancora così si può dire - si riafferma
con decisione come la punta di diamante della tecnologia nomade... di
lusso.
Il suo prezzo (attorno al milione) lo rende particolarmente competitivo
rispetto agli altri dispositivi PalmOS, ma gli accessori, senza i quali
il prodotto si discosterebbe ben poco dalla concorrenza finiscono per
farlo levitare senza pietà.
D'altronde com'è possibile non farsi sedurre dall'ampio monitor
(320X320) scorrevole grazie all'innovativa rotellina vero e proprio simbolo
del modello, con tutti i 64K disponibili grazie alla versione 4 del PalmOS
che dà punti anche al migliore PocketPC.
E poi l'audio MP3, che per estremo potrebbe consentire 11 ore di ascolto,
reso performante grazie ad un apposito processore di segnale che affianca
il solito debole DragonBall a 33 MHz.
Proprio questo processore, che pare debba essere sostituito - o quantomeno
affiancato - dallo StrongARM di Intel per la versione 5 di PalmOS è
probabilmente il maggiore limite di queste macchine, che ad esempio non
consente il contemporaneo utilizzo dell'audio e di altre applicazioni.
Se un tempo Palm aveva vita facile dovendo competere solo con i produttori
che utilizzavano altri OS, oggi trova poprio fra i suoi "simili"
i rivali più agguerriti e la stessa HandSpring rischia di invecchiare
in fretta all'avanzare di strumenti potenti come questo e non è
azzardato prevedere un immediato futuro all'insegna della competizione
fra Sony e HandEra, il cui prossimo modello dovrebbe essere all'altezza
dei requisiti di Clié con una contrazione dei prezzi a tutto vantaggio
dei consumatori.
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