La stretta dei Palm

 

Siamo arrivati ad una fase critica nello sviluppo delle piattaforme palmari.
La guerra si sta facendo troppo dura.
A spingere sono due fenomeni: la lotta per entrare nel business aziendale che porta le aziende a regalare i propri apparecchi pur di aggiudicarsi la fidelizzazione nel mobile corporate e la saturazione dei produttori a ridosso di poche piattaforme.

Microsoft ha ormai un alleato di punta in Compaq che sta aggredendo il mercato con i suoi gioellini per PocketPC, gli iPaq. A volte vengono forniti in bundle all'acquisto di sistemi e non è un caso che il numero uno dell'hardware sia riuscito a piazzare un installato significativo presso grandi clienti come ENEL.

Decisamente discosti dal mercato corporate i produttori di devices PalmOS, che dalla loro vantano solide alleanze, prima fra tutte IBM.
Alleanza anche fra Palm e HandSpring, che, per essere dei vecchi concorrenti siglano un patto di solidarietà pluriennale e cercano di fare fronte unico sulla catena dei fornitori dei loro apparecchi pur di competere sui prezzi.
I produttori di componentistica piangono, si disperano e protestano di non potere scendere oltre una certa soglia.
Certo è che non ci sono alternative: per avere successo di massa il PDA deve seguire le orme dei cellulari e scendere sotto le duecentomila lire per la fascia media e attorno alle trecento per quella più alta (quella del Palm V).
A stringere la morsa arrivano infatti i nuovi telefoni mobili che promettono l'integrazione del PDA in uno strumento familiare a tutti.
Domani l'impiegato o l'executive useranno un PDA o un GPRS (o UMTS) tutto compreso a prezzi molto vicini? E i prezzi Palm e HandSpring li stanno già abbattendo: hanno già iniziato in USA e probabilmente in autunno si potranno comprare splendidi e quasi irraggiungibili prodotti al prezzo di un cellulare.

Non basta: l'ex-produttore di nicchia di PalmOS devices TRG Products, ora HandEra, spinge sulla strada della ricerca e, pur essendo ancora lontana da un prodotto ideale come la linea Palm V o Visor Edge, realizza il modello 330 che si adatta all'orientamento della mano, zoomma sui fogli elettronici registra note vocali e sposa la miniaturizzazione di Palm con la ricchezza dei devices PocketPC (non è casuale la grande similitudine fra l'HandEra e il PocketPC di HP!). Il problema per questi produttori minori è la sopravvivenza al di fori delle alleanza di mercato.

Con una Palm che minaccia crisi da cardiopalmo liberandosi di preziose risorse umane e strumentali e con un'HandSpring lontana dai successi dell'esordio, casi come HandEra o come Agenda Computing, che finalmente ha realizzato il tanto atteso PDA con Mobile Linux sembrano potere puntare sulla forte tendenza ad esternalizzare la ricerca adottata dai padroni del mercato e lo scenario che si profila sarà in tempi rapidissimi molto diverso dall'attuale.
Fra il tanti litiganti del palmare sembra rinascere il produttore inglese di apparecchi a tastiera, PSION, che ha saputo seppellire la minaccia degli H/PC CE-based. Se saprà realizzare un contenimento dei prezzi e lanciare prodotti nuovi come i palmari industriali ad alta resistenza ed impermeabilità e soprattutto il notevole NetBook, la sfida del mercato potrebbe riaprirsi in tutti i sensi. Anche qui, però, a dettare legge sono i volumi e PSION con il suo hardware, ma soprattutto il software di un OS conteso come Symbian, sembra fare gola a qulacuno a cui i volumi non mancano.
Staremo a vedere.
Si può dunque aspettare per comprendere quello che succederà e se i prezzi scenderanno ancora, ma una cosa è certa, sebbene nel nostro paese non se ne vedono ancora molti, il PDA, nelle sue infinite forme (dallo smartphone, al palmare, all'handheld con tastiera, al comunicator...) sarà il vero Personal Computer di massa degli anni a venire.

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