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Speciale Sub-notebook
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Due Crusoe nomadi DOC
Per chi si fosse perso qualche puntata, da quasi due anni si va parlando
di un processore particolarmente versato per computer portatili, sostanzialmente
notebook, la cui principale caratteristica è l'ergonomia, con la
capacità di modulare la frequenza a seconda del tipo di utilizzo.
Da diversi mesi sono usciti i primi computer basati su Crusoe di Transmeta,
ma solo di recente sono in commercio i primi notebook spiccatamente commerciali.
Le case che hanno scelto di adottare questo motore lo hanno interpretato
come il processore ideale per la categoria dei sub-notebook, comunque
in tutto e per tutto compatibili con le specifiche Intel.
Non è un caso che le prime macchine di spicco siano prodotte
da due case nipponiche fra le prime ad occuparsi di ultraleggeri, Sony,
che ancora si fregia del logo Vaio, il primo notebook ultraleggero, e
NEC che, oltre a diversi portatili leggeri ed economici della linea Versa,
ha costruito una delle meglio riuscite, per quanto poco fortunate, linee
di sub-notebook basate su WindowsCE (la linea Jupiter o H/PC).
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NEC Versa UltraLite
Riprende molti dei parametri costruttivi della serie MobilePro 8XX (funzionante
sotto WindowsCE) il sub-notebook Transmeta di NEC da noi già presentato
qualche lettera fa.
Il Crusoe montato su questa macchina oscilla fra una frequenza di 600
e una di 300 MHz a seconda dei compiti e ulteriormente personalizzabile
manualmente con un programma residente chiamato LongRun.
Particolarmente dotata di porte di connessione, ospita due USB, un'uscita
video, un connettore Ethernet 10 base T, un plug in per il modem 56k integrato,
un paio di mini-jack per il suono e uno slot per PCMCIA.
Nei 10 GB del disco rigido troviamo installato Windows 2000 che può
funzionare grazie ai 128 MB di RAM.
La principale caratteristica costruttiva di questa macchina è data
dalla doppia alimentazione a batterie.
La prima a ioni di litio lavora in concerto con un secondo accumulatore
a polimeri di ioni litio analogo a quello impiegato negli iPaq installata
sul coperchio dietro allo schermo.
Questa particolare combinazione rende questa macchina dal peso di poco
superiore al chilo una delle macchine con maggiore autonomia (5 ore se
non si ricorre a driver esterni).
Nelle dimensioni di 263x210x29 mm si ottiene uno schermo discretamente
ampio da funzionare a 1024x768 e anche la tastiera risulta abbastanza
ampia e confortevole (anche se i tasti non sono fra i migliori).
Con la macchina viene fornito un lettore CD esterno, ma nei 2210€
non viene incluso né il dock né un replicatore di porte.
Una macchina da viaggio per manager e executive aziendali o nomadi esigenti,
che non sostituisce tutte le funzioni di un desktop o di un all-in-one
potente.
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Sony VaioPCG-C1 VE
Un'altro prodotto che funziona con il Crusoe TM5600 a 600mhz e questo
sub-notebook a tutti gli effetti di Sony.
Non cambia significativamente il peso (1 kg), né la dotazione
di memoria (128 MB RAM / 12 GB HD per fare funzionare un Windows ME preinstallato),
ma le dimensioni si dimezzano in altezza essendo di 248x27x152 mm, con
uno schermo di 9" a risoluzione 1024x480, 16,7 milioni di colori
e 8 MB sulla scheda video.
In questo spazio la tastiera alloggiata è confortevole e funzionale
e non farà rimpiangere alcun notebook. L'autonomia energetica qui
si dimezza (circa 2 ore e mezzo) e le porte si riducono a una PCMCIA di
tipo I, II, e III, un'alloggiamento per Memory Stick (lo standard di Sony
per la memorizzazione, soprattutto delle immagini trovandosi in quasi
tutti i dispositivi fotografici dell'azienda nipponica), modem e audio.
Seppure monti una webcam molto funzionale alloggiata accanto alla chiusura
nei €2057 richiesti non viene incluso il CD esterno che va acquistato
a parte.
Questo Vaio ha curiosamente un gemello, il C1XD, che monta un Pentium
II a 400 MHz che ne limita l'autonomia a 1 ora e mezza, dove troviamo
allo stesso prezzo l'aggiunta della porta IrDA e di quella video, ma la
scomparsa del Memory Stick e la compatibilità PCMCIA per il solo
tipo II. In definitiva, un computer per comunicatori nomadi freelance
grazie all'elevata portabilità (sta in un borsello) e alle estensioni
per la videocomunicazione le cui esigenze applicative si riducono alla
produttività di base (office e comunicazione).
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Provaci ancora Pentium
Intel ha esordito nell'ultimo anno con una versione mobile del suo Pentium
che trova attualmente posto in alcuni notebook di fascia alta.
I principali sub-notebook in commercio montano invece Pentium tradizionali
per cui la loro autonomia difficilmente supera le ottimistiche 2 ore e
mezza.
Ne abbiamo selezionato 6 oltre al modello di Vaio su descritto: l'Acer
TravelMate, il Compaq Armada M300, l'IBM ThinkPad X20, il Panasonic CF-37,
il Sony Vaio SR11K e il Toshiba Portégé 3480CT.
Al di là del Vaio C1XD sopra descritto, hanno tutti un formato
tradizionale, ben lontano da quell'A3 del Quaderno Olivetti (e poco dopo
dell'Aero di Compaq) con cui nacque il concetto stesso di sub-notebook.
In tutti i casi vengono utilizzati dei PIII a frequenze variabili fra
i 500 e i 700 MHz; la definizione del monitor varia fra gli 800x600 del
TravelMate di Acer e del Panasonic CF-37 e i 1024x768; salvo il TravelMate
e l'IBM ThinkPad X20 più generosi, gli altri prodotti montano 64
MB di RAM e circa 10GB di HD.
La PCMCIA si trova pressocché ovunque, mentre la porta IrDA manca
nell'IBM e nel Vaio SR11K (quest'ultimo dotato di Memory Stick).
Tutti hanno microfono altoparlanti e modem inclusi.
Gli elementi che soprattutto li distinguono sono lo spessore (più
spessi Sony, Compaq con 32 mm e più sottile il Toshiba con 22 mm),
il peso (più pesanti il Panasonic e l'Acer attorno ai 2 kg, più
leggero il Vaio - 1,36 kg - seguito da Compaq - 1,4 kg - Toshiba e IBM
- 1,6 kg) e il prezzo (più economico il Vaio a circa 4 milioni
e mezzo e il Panasonic a mezzo milione in più, mentre gli altri
si aggirano sui sei milioni con un picco superiore ai sei milioni e mezzo
per l'Acer).
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WindowsCE: I Sopravvissuti
Ricordate? la prima versione di WindowsCE solo con un eufemismo poteva
essere definita una delusione.
Poi uscirono le varie versioni della 2.X che iniziava a distinguere
fra dispositivi palmari e una categoria affine ai sub-notebook, da Microsoft
definita prima Jupiter Class e poi H/PC.
Poi uscì PocketPC e le aziende vicine a Microsoft si impegnarono
anima e corpo nei dispositivi palmari.
Una versione fatiscente di CE 3.0 si trova annunciata nel sito, ma non
ha certo fatto parlare di sé.
Solo due aziende hanno continuato a realizzare prodotti dotati di WindowsCE
H/PC 2000: HP con il Journada 710 e 720 (la seconda con il modem integrato
e un lieve incremento di peso e soprattutto di prezzo) e NEC con il MobilePro
790 e 890 con definizione 640X240 il primo e 800X600 il secondo si tratta
di macchine con prezzo variabile fra i 2 e i 3 milioni abbastanza veloci
e complete dei prodotti di Pocket Office, ma soprattutto ricche in connettività
(modem integrato, PCMCIA, USB, uscita video -NEC- oltre a microfono e
altoparlanti) e leggerissime in peso (dai 600 ai 700 grammi) e in consumi
(autonomia di 9-10 ore). Si tratta di ottimi prodotti (la nostra preferenza
va al NEC) e probabilmente possono essere considerati, con il netBook
di Psion, gli unici veri sub-notebook.
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Il fuoriclasse
Non ha avuto grande successo la categoria dei sub-notebook, visto che
in un decennio non ha incontrato un gradimento di pubblico tale da garantirne
il futuro. Fortunatamente alcune aziende insistono a produrne.
Precursore dei primi sub-notebook sono stati gli handheld a tastiera,
primi fra tutti gli Psion.
Poco prima di ridefinire il suo mercato l'azienda inglese ha realizzato
il suo primo vero sub-notebook e lo ha chiamato Serie 7.
Tuttavia lo ha messo al mondo con diversi limiti che ne hanno inficiato
l'accoglimento da parte di critica e di pubblico. Poco dopo ha messo in
circolazione per una cerchia ristretta di clientela una versione del Serie
7 chiamata "netBook" che ha creato non pochi entusiasmi.
Innanzitutto Epoc è un sistema molto efficiente per macchine
leggere, tanto che 192 MHz diventano tantissimi per degli applicativi
leggeri come quelli per Epoc e il limite dei 256 colori non è un
problema per l'utilizzo tipico di questi prodotti, mentre, seppure contenuto
nelle dimensioni lo schermo 640X480 soddisfa i più.
Autonomia, peso e connettività (a parte la mancanza di un modem
integrato) sono quelle dei migliori prodotti.
Ma quello che ha in più netBook è il supporto completo di
Internet, con il migliore software e la migliore Java Virtual Machine
della categoria (per non dire l'unica).
Si aggiunga che il recente accordo con IBM consente la creazione di
sistemi mobili di impresa evoluti.
Tutto questo, unito a una delle più imponenti collezioni di software
(molto del quale ad alto valore professionale) e il supporto Symbian e
BlueTooth, lo rendono il più importante prodotto di questa categoria
per la mobilità aziendale e per gli applicativi corporate in rete
mobile e il migliore sub-notebook per tecno-nomadi fortemente versati
alla connettività, nonostante il prezzo elevato e soprattutto il
recente ritiro della casa madre dal mercato consumer siano il peggiore
deterrente ad un investimento in questa direzione.
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Per concludere
Transmeta Crusoe di NEC e Sony, NEC 790 e 890 con WindowsCE 2000 e Psion
netBook sono le migliori soluzioni per una importante categoria di prodotti
nomadi nata poco prima dei PDA.
Compressi da un lato da computer palmari sempre più potenti
e da notebook all-in-one sempre più completi e leggeri ci appaiono
oggi dei nobili modelli unici per estimatori o collezionisti, ma per il
grande mercato poco più che una specie in via d'estinzione forse
dalla nascita.
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