Un iBook "quasi" perfetto

 

 

Chi abita a Torino, Vicenza, Firenze, Perugia, Roma, Genova, Milano o Bologna, recandosi ad un punto vendita delle catene di Mediaworld, Mondadori e FNACha potuto partecipare per tutto il week end del 8 luglio e per il successivo, agli Apple Digital Days, in cui l'azienda ha mostrato le linee stilistiche che ne caratterizzano parte della fama.
Hanno potuto trovare l'iMac che pare dovere uscire di produzione fra poco, sostituito da un prodotto di nuova concezione e forse ancora il Cube che invece è stato "cessato" proprio in questi giorni.
Da cosa sarà  costituita quindi la nuova linea? Per il momento l'unica notizia certa è rappresentata dai computer portatili.

Il PowerBook G4, meglio noto con il soprannome di Titanium dalla lega con cui è stato costruito e soprattutto i nuovi iBook. Caratteristiche eccezionali per un notebook entry level indirizzato prioritariamente agli studenti (ne hanno piazzati quasi ad un intero stato degli USA). Della linea precedente perde la robustezza dell'ampia conchiglia, ma anche il peso e l'ingombro.
La varietà  di colori sgargianti viene rimpiazzata dal bianco-latte, mentre ridotte restano le dimensioni dello schermo (12,1"), che peò ora supporta la risoluzione 1024x768.
La macchina, che viene venduta a partire da tre milioni e mezzo (uno in più per il modello di punta), ha molte attrattive per il tecno-nomade che non intenda prosciugare il proprio portafoglio con portatili di alto cabotaggio, nè accetti di rinunciare alla potenza e alla versatilità.
Con i suoi 2 chili e 2 di partenza è campione di resistenza fra gli all-in-one (i notebook che si differenziano dai superslim per non avere parti staccate che nella borsa finiscono per pesare molto più che un modello "tutto compreso"), ma anche sottile 3,4 cm.
Questi risultati sono ottenuti sostituendo la struttura plastica con un compromesso rispetto al titanio del PowerBook: un rivestimento esterno in policarbonato con una struttura interna in magnesio per conservare parte della robustezza del modello originale (addirittura l'hard disk è rivestito di un supporto di gomma per farlo sopravvivere agli urti). Una straordinaria autonomia viene garantita dalle batterie con una portata di 5 ore.
Una macchina perfetta per i giovani e quanti non vogliono andare in giro con una valigia apposta per il portatile. Quanto ai dettagli tecnici vi basti sapere che esistono più modelli aventi in comune il sempre potente processore G3 a 500 MHz (vale la pena ricordare che le prestazioni sono più che doppie della velocità  analoga dei processori per per IBM-compatibili) con soli 256 kb di backside cache (Apple sostiene che il decurtamento sarebbe compensato dalla velocità  del processore: non è vero!!!), 128 Mb di RAM (salvo il modello d'ingresso con i soliti patetici 64 Mb) che fanno ridere, visto che le macchine nuove nascono con il vorace MacOS X, 10 Mb di HD (anche questi pochini).
Fiore all'occhiello dell'iBook sono le tante e ottime porte come la FireWire 400Mbps, 2 USB prima maniera (12Mbps), l'apprezzatissima uscita video per la duplicazione del monitor esterno con cavo incluso, la favolosa uscita video composito AV (con cavo Apple non incluso) per collegarsi ai televisori, l'uscita minijack per l'audio, il modem 56k integrato e l'Ethernet 10/100BASE-T.
Caratteristica delle macchine portatili Apple è di essere attrezzate con vani e antenna per le schede per reti wireless di tipo Airport, ottime (pare che funzionino anche senza base ricevente), ma assolutamente dedicate (Bluetooth sembra guadagnare sempre più terreno proprio come standard universale).

Eccoci arrivati al punto debole della macchina! Se infatti si può anche perdonare l'adozione forzata di MacOS X, decisamente inadatto a questo genere di macchina, quello che è difficile accettare è la mancanza di una qualsiasi possibilità  di comunicazione attraverso dispositivi esterni. Pur di farvi usare Airport in una configurazione di rete wireless proprietaria residenzale per niente mobile, hanno fatto sparire qualsiasi adattatore per schede PCMCIA: dite quindi addio alla speranza di usare le prossime schede per connessioni telefoniche GPRS e le future UMTS; o di collegare la macchina a una rete ISDN con la scheda che già  avevate comprato, ma anche di collegarla al cellulare sempre tramite adattatore PCMCIA. Nessuna speranza infine di stabilire un collegamento facendo ricorso all'infrarossi del cellulare: iBook non dispone di porte IrDA! Un vero peccato per una macchina così ben concepita, una carenza così grave proprio per il target che più l'avrebbe apprezzata: quelli che, essendo sempre in movimento, vogliono qualcosa di potente e leggero, ma economico, che consenta loro di collegarsi a tutto da qualsiasi posto: questo, iBook non ve lo permette e non potrete proprio inventarvi niente per ottenerlo. Peccato, perchè le idee buone non sono finite.

Apprezziamo in particolare che la variazione di modelli sia pressocchè interamente giocata sul supporto ottico: il modello di base - fatto per non essere comprato - monta il lettore di CD; poi si può scegliere fra uno con lettore DVD e uno con masterizzatore e infine si può acquistare il tipo più caro che ha entrambe le opzioni.
Apple torna, dunque, parzialmente sui suoi passi: la società che aveva per prima soppresso l'ormai anacronistico floppy disk, torna riproponendo un supporto trasferibile di dimensioni attuali con l'inserimento del masterizzatore. Come sempre accadde con le novità  di Apple (si pensi ai superfloppy, introdotti 6 anni prima dei compatibili) possiamo credere che presto il masterizzatore diventerà  fisso in tutti i computer del mondo. D'altronde i CD vergini costano ormai molto meno dei floppy di ieri. Inoltre, pur senza lo spettacolare schermo prossimo ai 15" di Titanium, il DVD consente di avere il cinema ovunque.

Insomma, Apple torna a stupire per genialità  e per incompiutezza, diaboliche entrambe: non si dice infatti che sia proprio il diavolo a saper fare le pentole, ma non i coperchi?

Un "Giorno digitale ma non troppo"

A me non piace essere causa di mal di pancia al prossimo, quindi quando annuncio un evento a cui è possibile che i miei ascoltatori partecipino, mi piace - nel limite del possibile - verificare i consigli dati. Così, essendo qui a Torino, ho provato a verificare come funzionava questo Apple Digital Days, che nella mia città avrebbe dovuto verificarsi presso i negozi di MediaWorld, che qui sono due.

Nel primo, quello di c.so Giulio Cesare, un ragazzotto grossolano mi blocca chiedendo di consegnarli il borsello perché a forma di tascapane.
Alle mie proteste che le borsette delle donne possono entrare e che in nessun altro magazzino mi era mai stata fatta questa domanda, quello mi risponde che le borsette sono un'altra cosa, anche se grandi il triplo, invece in questo io avrei potuto metterci di tutto. E poi, lì è così: se mi va, bene, se no me ne posso anche andare via.
Mi rassegno alla scelta e alla formazione del personale adottata da questa catena e mi soffermo all'ingresso per cercare di scorgere un'insegna dell'iniziativa, invano.
Chiedo informazioni e mi si risponde che di computer lì ne hanno tanti e che avrei dovuto entrare. Me ne vado sufficientemente contrariato.
Proverò all'altro negozio.Questo si trova dall'altra parte della città, ma si spera che siano più cortesi e preparati.

Nel Mediaworld del centro commerciale delle Gru, come di norma, nessuno mi fa storie, così mi giro cercando un qualche annuncio invano, finendo, per estrema ratio, al banco dei computer dove mi si dice che è vero, lì offrono il sistema operativo nuovo a chi compra un Apple.
Spiego che cercavo una dimostrazione e mi si dice che era quella. Allora chiedo di vedere l'iBook e mi si indica una vetrina.
Devo comunque chiedere anche per farmela aprire e chiedo se la macchina ha IrDA e PCMCIA. Mi si risponde che la prima ormai non la mette più nessuno, ché tanto ci sono i modem integrati, mentre la seconda non c'è nessuno che ce l'ha.
Chiedo di verificare e mi si accontenta con sufficiente pazienza per mostrare che... no... niente PCMCIA.
Chiedo se arrivano con l'OS nuovo e il gentile figliolo risponde che quello è offerto in bundle da installare, mentre è già installato sul modello di fascia alta, il G4. Chiedo di verificare, "perché sa, mi hanno detto che il nuovo è più lento".
Mi guarda come se uscissi dalla stalla e mi risponde: "ma no, quello più vecchio è più lento: è per tutti così".
Accende e si dispera perché non parte il sistema operativo.
Lo spegne e lo riaccende.
Ci rinuncia.
Lo lascia lì e accende il Titanium che in un attimo sfoggia il bel desktop tradizionale dell'OS 9.1.
"Vede che questo ha quello nuovo?!".
"No, guardi, le assicuro che questo è proprio quello vecchio".
Nel frattempo si è acceso l'iBook dove campeggia il dock animato dello UNIX di Apple.
"Vede, faccio io. Questo ha quello nuovo ed è molto più lento".
"No, veda - non si rassegna - qui è la macchina che ci hanno mandato che è difettosa. Quest'altro invece - e indica il G4 500 con OS 9.1 - è lentissimo!".
Prova a fare partire iMovie che risponde immediatamente con filmati perfetti fluidi e dalle immagini intense e definite.
"Vede... a lei questo sembra veloce?... sì?... beh, allora siamo noi utenti Windows che abbiamo aspettative superiori! Sa, non vorrà mica mettere un processoredaungigaerzcentoventottomegadiramschedavideo accellerataeardiscdatregiga con questo 'oggetto'?".
Rispondo che capisco, ma che rimango perplesso per la mancanza della manifestazione.
Mi domanda dove l'avessi letto e, scoprendo che si trattava del sito di Apple e che le date sarebbero state quelle del due week-end attuale e del prossimo, mi risponde che devono aspettare quelli di Apple che saranno per strada e poi dovranno allestire il tutto e così, chissà quando... prima o poi... meglio tornare... sicuramente meglio domenica... sicuramente meglio un bel PC".

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