Se la nuova versione di CE per palmari, pur essendo interessante e potente
è ben lungi dall’entusiasmare il mercato, sempre più rivolto
a prodotti PalmOS-based, gli ingegneri delle case che producono per Microsoft
stanno realizzando autentici miracoli di progettazione per ottimizzare
il complesso equilibrio di rapporti qualità/prezzo richiesti dai
PocketPC. Da un lato, infatti, un PDA, se si vuole che sia comprato, non
può essere venduto a cifre iperboliche, dovendo piuttosto attestarsi
tra i 150 e i 400 dollari; dall’altro gli applicativi pensati da Microsoft
richiedono requisiti da fare invidia ai notebook. Pur continuando a criticare
questo orientamento per i PDA palmari dal punto di vista del mercato,
come pure della focalizzazione d’utilizzo, non si può non ammirare
alcune di queste realizzazioni.
Più
di ogni altro ci è piaciuto il Pocket PC di Compaq, l’iPAQ H3600.
Si tratta di una macchina orientata all’utilizzatore dalle esigenze elevate
e in particolare al geek, all’amante della tecnologia e agli smanettoni
che apprezzano di una macchina le prestazioni elevate e la possibilità
di programmarla e adeguarla per sfruttare al massimo le sue capacità,
al di là dei fini per cui è stata pensata. Ne è una
prova il fatto che è stata particolarmente apprezzata nel mondo
Linux, per il quale è diventata il PDA di riferimento per i progetti
di Mobile Linux. Al momento non esistono in vendita iPAQ con installati
OS diversi da CE e meno che mai Linux, ma l’impegno, per quanto ufficioso,
di Compaq in questo senso è confermato anche dalle sovvenzioni
che fornisce al lavoro in questo senso attraverso il sito www.handhelds.org
che ospita l’Open Handheld Program e dal quale può essere scaricato
il Mobile Linux OS dedicato, ricevendo anche supporti e assistenza.
Nonostante sia nato per PocketPC (il nuovo Windows CE per palmari),
è al momento il PDA su cui Mobile Linux gira meglio ed è
interessante valutare la possibilità di adottare proprio questo
OS per questa macchina. Una simile scelta, oltre che per ideologia (visto
che all’acquisto Windows lo si paga comunque) può avere un senso
in funzione delle buone prestazioni che si dice avrebbe il sistema operativo
del pinguino nei confronti di quello di Gates, ben sapendo altresì
che gran parte dei vantaggi per cui è nata verrebbero gettati al
vento.
L’investimento di Compaq nasce dal credito che la casa, più di
molte altri giganti dell’hardware, sta riconoscendo al settore dei PDA.
Messo concretamente sul mercato in giugno, si comincia a trovarlo nei
negozi solo da poche settimane e ancora in rari esemplari. Trattandosi
di un prodotto di fascia alta che viene venduto a un milione e mezzo (contro
le 950 mila lire del modello Aero), non può contare sui consumatori
bassi e neppure medi, per definizione refrattari a spendere cifre di questo
tipo per un oggetto ancora poco compreso e diffuso, specialmente in Europa
e ancor più in Italia. Per questo da noi è difficile vederlo
nei negozi comuni. Ciononostante Compaq dichiara di volere ancor più
aumentare gli investimenti in questa fascia di prodotto, al punto di quadruplicare
per l’anno venturo la produzione, che pure oggi si attesta sui 25 mila
nuovi esemplari al mese.
Il fatto è che, a prescindere da quale possa esserne l’utilizzo,
si tratta di un capolavoro di miniaturizzazione per un notebook in palmo
di mano. Non è un caso che con il logo iPaq Compaq sta facendo
uscire tutta la linea di computer le cui caratteristiche sono l’integrazione,
il risparmio di dimensioni, la linea stilizzata e l’utilizzo diffuso,
anche perché non sfigura in alcun ambiente domestico: in breve,
la risposta PC alla linea iMac e iBook di Apple. A questo si deve la "i"
davanti alla desinenza "Paq" (che richiama il produttore); e
che la Compaq guardi a Apple più di tanti altri non è cosa
nuova, visto che già aveva copiato da Apple nome e filosofia per
la precedentemente non molto fortunata linea Performa. Con il PDA invece
l’attuale numero uno della micro-informatica ha anticipato Jobs, il quale
non ha ancora trovato la soluzione da anni indagata per il successore
di Newton. Conforme alla tendenza del momento presenta il PDA come l’oggetto
di riferimento (soprattutto se confrontato con Aero) per "sfruttare
al meglio la tecnologia wireless e per accedere, ovunque e rapidamente,
a tutte le informazioni e servizi di cui avete bisogno: in Internet, nella
rete o sul vostro desktop".
A partire dall’hardware, iPaq PocketPC si presenta generoso, a partire
dal processore, un Risc StrongARM SA-1110 che anche Intel ha qui dunque
deciso infine di adottare, a 32-bit con una clock 206 MHz (il doppio delle
prestazioni medie dei PDA). Il monitor touch screen è un LCD a
cristalli liquidi TFT 12-bit, 4096 colori extraluminoso, effettivamente
molto contrastato e di notevoli dimensioni (57.6x76.82 mm, con diagonale
di 96 mm e .24 mm pixel pitch), in grado di adattarsi tramite un sensore
ottico alla luminosità ambientale. La memoria è espandibile
facendo ricorso agli appositi alloggiamenti posteriori destinati ad ospitare
delle flash memory, considerando che di base viene attrezzato con 16Mb
in ROM e 32 in RAM.
Il pannello dei pulsanti ne ospita 5 oltre a un joystick a 5 direzioni.
Questi possono essere personalizzati per avviare le applicazioni, o per
regolare il volume dell’altoparlante. La parte audio ha prestazioni di
particolare efficacia per sfruttare le potenzialità multimediali
della piattaforma PocketPC e non manca un efficace voice recorder. Il
suono è brillante e in stereofonia. È predisposto per collegarsi
al PC via seriale come pure USB. Dispone di un card slot per jacket opzionali.
Non mancano un jack per microfoni e cuffie opzionali (così da potere
essere usato come Walkman MP3 di lusso) e una porta infrarossi a 115 Kbps.
La batteria di cui è dotato è in polimeri di litio ed ha
una carica stimata di 10 ore.
IPaq misura 13 cm in altezza, 8,35 il larghezza e 1,6 in profondità,
risultando così essere il più piccolo PocketPC sul mercato
ed altrettanto leggero, con i suoi 170 grammi di peso.
L’espansione del PDA viene delegata ad un originale sistema a slitta
da inserirsi nella parte posteriore, l’iPAQ Pocket PC’s Expansion Pack,
disponibile anche in versione Executive, lussuosa e in pelle. Attraverso
il CF Expansion Pack in grado di ospitare dispositivi PCMCIA tipo I e
tipo II (come il modem o memorie aggiuntive fino a 340 MB). Nel pacchetto,
assieme a cavo seriale e USB vengono forniti il cradle di sincronizzazione
seriale/USB.
Per quanto concerne il software c’è ben poco da dire che non
sia stato già speso nel raccontare luci ed ombre di MS PocketPC.
Così, nonostante il funzionale, anche se un po’ ingombrante, tasto
per la navigazione centrale-inferiore e i due pulsanti di avvio (il pulsante
che si è spostato fuori dallo schermo che ne svolge comunque le
stesse funzioni) e del menu, simili nelle funzioni a quelli che si trovano
nelle nuove tastiere per desktop, anche iPAQ non riesce ad avere i vantaggi
di immediatezza ed intuitività che rendono appetibili per praticità,
portatilità e modularità i PDA basati su PalmOS. Nei confronti
di questi ultimi e di gran parte dei PDA in genere il palmare di Compaq
può vantare la massima somiglianza possibile con un computer desktop
o notebook: chi ha bisogno di questa potenza e sente di non potere fare
a meno di qualcosa che somigli a un PC con un sistema operativo corposo
e "per la crescita" come Windows o Linux ha senza dubbio in
iPAQ il migliore prodotto disponibile sul mercato oggi e probabilmente
per molto tempo ancora.
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