A
pochi mesi dall’uscita del Palm IIIe, uscita per contrastare nel prezzo
e nello stile (che richiama l’iMac) l’irrefrenabile ascesa di HandSpring,
il leader mondiale dei PDA palmari è tornata nei negozi con un
prodotto innovativo, la prima vera novità dall’uscita di Palm V.
Anche la sigla è inconsueta: niente più "Palm"
seguito da numero romano, ma un codice più tradizionale: M100.
Il target di questo prodotto è evidente: si rivolge alla clientela
entry level, a quelli che hanno meno necessità di applicativi e
a quelli che non intendono investire una somma considerevole per un computer
palmare, preferendo orientarsi per un super-organizer, come i giovani,
gli studenti e i meno skillati. La prima cosa che salta agli occhi del
nuovo Palm sono le sue linee che riprendono, estremizzandole, le curve
del Palm V per adattarsi meglio al palmo della mano. Nell’insieme la macchina
appare più robusta. Anche lo schermo in laminato plastico alla
superficie è maggiormente resistente ai graffi, mentre lo chassis
è più resistente, compreso il coperchio removibile (anche
se ha il difetto di non rimanere chiuso quando lo si capovolge), non più
ingombrante come prima e neppure inutile, visto che viene utilizzato per
ospitare un comodo orologio digitale, attivabile con la pressione del
tasto "su" a coperchi chiuso e con un programma di allarme dedicato,
non disponibile negli altri modelli. Meno azzeccato è invece il
bottone di accensione: bello e largo viene posto al centro, in una posizione
più scomoda degli altri modelli e un po’ troppo resistente alla
pressione per l’accensione. La stilo è di plastica, come i modelli
economici, ma di dimensioni più larghe e confortevoli e viene posta
dietro assieme alla porta per la sincronizzazione e alle batterie. Estremamente
più efficiente dei suoi simili nelle sue funzioni di agenda, oltre
che per l’orologio e gli stickers, dimostra di esserlo anche nella gestione
delle suonerie, fino ad ora quasi inudibili e qui invece squillanti e
musicali.
A
convincere i giovani e la clientela più attenta al look, come quella
femminile è stata introdotta la possibilità di vestire il
Palm di cover colorate, un po’ come si fa con certi telefoni cellulari,
arrivando persino ad avere versioni serigrafate dal distributore. Ancor
più convincerà il prezzo, sicuramente attraente, di questo
PDA. Pur essendo frutto di diversi risparmi, non appare un prodotto monco,
ma piuttosto "chiuso" per esaltare al meglio le proprie caratteristiche
originali e splendidamente integrate fra loro. Un prodotto originale,
insomma, che può essere portato a casa con 395
mila lire, IVA compresa.
Le caratteristiche elettroniche della macchina non sembrano a prima
vista troppo dissimili dagli altri Palm, a partire dal processore Dragonball
Motorola a 16 Mhz (simile al PalmV, ma più lento di un terzo del
Visor e della metà del Palm IIIc). Si tratterà, invero,
dell’ultimo palmare a montare una memoria di 2MB, visto che è da
poco stata chiusa (come da circa un anno ci si aspettava) la produzione
dei Palm V a 2MB, per conservare unicamente la linea VX a 8MB. Queste
dimensioni della RAM sono date per immutabili, anche se nel frattempo
in rete si trovano già le istruzioni per modificarla
(o farla modificare) fino almeno a 12MB, al prezzo della perdita della
garanzia sul prodotto. E sicuramente la RAM costituisce in questo momento
un limite a cui sempre meno compratori accettano di fare a meno, anche
se fino a ieri sembrava che 2MB fossero tanti (i primi PalmPilot tre anni
fa erano equipaggiati di 526KB). Queste necessità si fanno più
evidenti dal momento che l’M100 ha fondate ambizioni di collegamento ad
Internet (anche grazie al supporto TCP/IP incluso): con la sua uscita,
infatti, è stato introdotto il "Palm Mobile Kit", un
software che si fonda su una specifica tecnologia proprietaria che consente
il collegamento tramite porta a infrarossi potenziata (o via cavo), finalizzata
soprattutto allo scambio di posta elettronica.
Il sistema operativo installato è una versione 3.5 multilingua
(quindi anche in Italiano) non upgradabile, in quanto non risiede nella
flash memory. Per fare posto alle applicazioni dedicate, in questa versione
di PalmOS si è rinunciato a delle parti che si è visto essere
meno utilizzate, come il programma per le spese, il "Network Hotsync"
quello per la sincronizzazione della posta elettronica del desktop, "Mail".
Un’utile aggiunta, sull’esempio di quanto fatto da Psion, è invece
costituita dalla possibilità di inviare SMS (Software Phone SMS),
sempre tramite collegamento al cellulare, attingendo agli indirizzi dell’Address
Book. Al programma "memo" per gli appunti è stata introdotta
una funzione di "Post-it" virtuale, le "Virtual Sticky
notes" che consentono di usare tutto lo schermo, invece degli appositi
riquadri alla base) per prendere appunti grafici a tutto schermo.
Sempre in chiave di economia, ma anche per ridurre i problemi con l’approvvigionamento
dei componenti va letto il ridimensionamento dello schermo, dalle dimensioni
fra le più ridotte nel suo genere: 6.8x5 cm, contro i 7.81x5.7
del PalmV, gli 8.13x6.03 della serie III e gli 8x5.92 del modello a colori,
con una media del 25% medio in meno. Il suo aspetto risulta più
incavato e per questo anche più resistente ed ergonomico, anche
il contrasto è stato migliorato pur conservando una risoluzione
di 160x160 pixel a 16 toni di grigio LCD.
Ancora
all’insegna del risparmio la mancanza del benamato cradle, che può
essere acquistato a parte come accessorio a circa settantamila lire (tenendo
presente che, anche per la forma specifica della macchina, non può
essere sostituito da quello di nessun altro modello). Fintanto che non
disporrete del cradle potrete usare il cavo seriale (non utilizza USB
come il Clié) per collegarvi al vostro Mac (per il collegamento
al Mac e' necessario il kit aggiuntivo seriale o USB: Palm MacPac 2.0
oppure Palm Connect Usb kit) o PC, mentre non sentirete la mancanza dell’alimentatore,
in quanto l’M100 fa uso di due tradizionali batterie alcaline ministilo
tipo AAA.
In conclusione si tratta di una macchina che si presenta bene per avvicinare
i neofiti e gli amanti dei gadget; meno bene per i più esigenti
e la clientela che del palmare fa un uso intensivo. Questi ultimi lamentano
i consistenti risparmi costruttivi già menzionati e in particolare
le dimensioni dello schermo e della RAM. Avrebbero voluto che almeno per
questa Palm si allineasse al principale concorrente, HandSpring. Si sentono
invece traditi nelle aspettative che la casa aveva creato riguardo all'introduzione
di un software per il riconoscimento calligrafico sostituito da degli
sticker grafici, nel complesso goffi e poco riutilizzabili. Questo, però
se il fine principale del M100 fosse trasferire dati e non, come invece
è, mettere in evidenza e ricordare appunti. Il suo range di utilizzo
è certo ridotto, ma le funzioni per cui è nato le fa spiccare
come nessun altro PDA quello che sa fare meglio: con il suo schermo ad
alti contrasti, i suoni che si fanno ben sentire e l’apertura al cellulare
prima ancora che al computer di casa è forse il palmare economico
più pratico e "attivo" del momento.
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