Giudicato da molte delle rassegne dei giornali specializzati il migliore
database per utenti stand alone come per le piccole imprese che non necessitano
di sistemi complessi come Oracle o SQL Server, FileMaker da poco fuoriuscito
dalle mani di Claris (a suo tempo software house per Macintosh e poi divisione
di Apple), chiusa dalla casa di Cupertino per fare posto ad un’azienda
a sé, la FileMaker, Inc., che ha come unici prodotti le varie versioni
del database.
Da
qualche giorno alle varie versioni per desktop e per server ne si è
aggiunta una per computer palmari 3com: FileMaker Mobile (presentato come
Companion per Pam OS). Per trarre completo beneficio da questo programma,
sincronizzando gli archivi di casa e/o ufficio con quelli su palmare,
bisogna disporre ovviamente anche del database FileMaker Pro 5 nelle macchine
che si intende tenere aggiornate. La sincronizzazione si realizza con
un add-on della versione desktop (o client/server) che a questo punto
rende elementare e trasparente il trasferimento di modelli, campi e schede.
Anche l’automazione viene favorita dalla collaborazione fra i due programmi
fratelli e quindi la creazione e consultazione di reports, calcoli e attività
automatiche. Altro vantaggio di questa scelta risiede nella massima complementarità
fra piattaforme Windows e Macintosh. Ma FileMaker, in questo modo si propone
come concorrente, non solo di quei programmi di database per computer
palmari, ma soprattutto per i progetti di integrazione come quelli di
casa IBM e Oracle citati altrove in questo numero. Addirittura, l’eventuale
successo su questa piattaforma, che si è affermata come la predominante
in un mercato che sta per essere prepotentemente scoperto dai clienti
corporate, potrebbe influenzare il mercato degli applicativi da ufficio
e in particolare sottrarre una significativa quota di mercato al rivale
Access, privo di applicativi mobili per piattaforme diverse da PocketPC
e Windows CE. FileMaker è attualmente in grado di fare da client
ODBC e quindi di importare tutti i principali formati di archivio. Il
limite che dovrebbe essere risolto per trasformarlo in una kill app è
costituito proprio dal passaggio forzato dell’importazione, invece dell’accesso
trasparente a basi dati SQL o degli altri formati più diffusi.
Se così fosse la sincronizzazione fra dati aziendali e device mobile
(e in futuro wireless – WAP e soprattutto I-Mode) sarebbe totale e scalzerebbe
mercati consolidati. Non va dimenticato infatti che FileMaker rappresenta
una delle soluzioni più agili, rapide e complete per sincronizzare
gli archivi residenti con i server web, grazie a un linguaggio SQL semplificato
per HTML, il CDML, e alla disponibilità di un vero e proprio web
server intrinseco al programma, dotato di una porta riservata e di prodotti
di terze parti come Lasso per favorire al massimo le prestazioni su reti
TCP/IP.
Punto forte del database è sempre stato il rapporto fra potenza
e facilità d’uso e tutto lascia pensare che sarà il punto
vincente anche nella versione Palm i cui database attuali o hanno
l’una o hanno l’altra e il più delle volte nessuna delle
due. Non sarebbe strano se, a fianco dell’applicazione principale, in
futuro possano venire creati degli applicativi indipendenti, con opportunità
di sviluppo per terze parti.
Si stima che le vendite di FileMaker Mobile avranno inizio con la prossima
stagione invernale ad un prezzo inferiore ai 100 dollari.
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