Se chiedete al management aziendale quali ragioni possono far propendere per l'adozione di un sistema di e-Learning, quasi sicuramente vi sentirete rispondere: "perché abbatte i costi della formazione".
Si tratta di una spiegazione riduttiva e imprecisa, ma gli amministratori non sono tenuti a particolari competenze in materia, soprattutto dal momento che almeno quarant'anni di formazione aziendale non hanno ridotto la confusione che si nasconde dietro una disciplina apparentemente semplice. Non è strano che una simile logica attecchisca soprattutto nelle imprese dell'IT. Il riciclaggio delle documentazioni informative, delle istruzioni manualistiche o didattiche per abbassare i costi dell'aggiornamento, rendendo pervasiva la loro diffusione, è il movente che sta alla base dell'e-Learning basata sugli RLO, i reusable learning objects, l'ultimo - non nuovissimo - degli acronimi di moda della net-economy. Se fino a qualche tempo fa i corsi digitali potevano essere realizzati secondo le preferenze più disparate dei loro autori, le piattaforme e in generale gli standard dell'e-Learning da qualche tempo stanno imponendo di segmentare i prodotti in blocchi di oggetti (i learning object, appunto) caratterizzati da precise specifiche strutturali e formali, che ne consentano la classificazione e la ricerca e, appunto, il riutilizzo.
Essendo la sua, fra le imprese dell'IT, quella il cui nome è quasi indissolubilmente sposato ad Internet, John Chamber, CEO di Cisco, ha fin da subito adottato la formazione online, definendo la propria "LA e-Learning Company", sviluppandone all'interno un apposito "Internet Learning Solutions Group" http://www.cisco.com/warp/public/779/ibs/solutions/learning/ . Per non avere tempi morti nella realizzazione di questa vision, sono stati messi insieme tutti i documenti disseminati nell'impresa che potessero avere valore formativo, per trasformarli in oggetti di apprendimento. In Cisco gli RLO incidono nello sviluppo di carriera e forniscono alle persone gli oggetti necessari per conseguire le performances desiderate, in ossequio al mantra culturale: just-in-time and just-for-me.
Il riutilizzo doveva rendere immediatamente operativa questa strategia con una previsione di riduzioni nel tempo di sviluppo e un 500% di ritorno in investimenti. Il successo annunciato riferisce di sviluppi realizzati dimezzando tempo e budget per un totale di 130 corsi, 2500 lezioni con il ricorso ad un unico insieme di 20.000 learning object riutilizzabili (RLOs).
Per ottenere questo hanno fatto ricorso ad Evolution, un tool di authoring della startup OutStart <http://www.outstart.com/Products-Evolution.html>, che permette di automatizzare la creazione, la compilazione, l'archiviazione, la ricerca e la ricomposizione degli oggetti riutilizzabili per ridisegnare e riscrivere corsi in modo accurato. L'autore che faccia ricorso ad Evolution può aggiornare i propri contenuti al volo, mentre contemporaneamente ne osserva la realizzazione a Web. Fino a qui le meraviglie del software: ma queste da sole non riuscivano a convincere i tanti attori coinvolti nel cambiamento. Si trattava di trovare un modello accettabile dal maggior numero possibile di coloro che avrebbero dovuto realizzare RLOs o restituire i feedback, perché lo facessero nel minor tempo e con la massima significatività.
Le prime risposte non furono entusiaste a causa dei prevedibili timori e delle resistenze: degli autori a utilizzare strumenti nuovi per scrivere i corsi e tenerli aggiornati; dei redattori a fare a meno di regole rigide per la formattazione e l'organizzazione; degli esperti della materia ad utilizzare strumenti vincolanti per inserire informazioni e restituzioni. Gli sviluppatori erano in genere abituati a pensare a contenuti ed esposizioni ad hoc, prodotte - caso per caso - per ogni specifica aula o tipo di rilascio.
È l'uovo di Colombo, un'idea geniale, la solita minestra ricaldata...? Forse, come capita di frequente nei tools e nelle mode della net-economy, un po' tutte queste cose insieme. Il messaggio è chiaro ed attuale: ridimensioniamo - ridefinendolo - l'e-Learning e ottimizziamo meglio i costi e i tempi, regolando i risultati.
Altrettanto ovvie, sorgono le perplessità:
· La differenza fra e-Learning e Content Management non si assottiglia con gli RLOs fino a diventare impercettibile?
· Chi e come governa il processo di aggiornamento oltre alla calibratura e messa a punto dell'architettura su cui si regge il sistema e quali costi/inefficienze possono generarsi nel momento in cui si passa dalla messa a punto alla routine?
· Come gestire l'inflazione dei contenuti, la rietichettatura (ad esempio, un solo termine gestionale qualsiasi come quello di e-learning , nel giro di pochi anni ha cambiato almeno 5 nomi e con delle sfumature di significato discutibili), la variazione delle relazioni fra contenuti sempre più ibridi e così via?
· Gli RLOs vanno bene per strumenti di istruzione; però le idee e le teorie originali, "d'autore", che sono in genere anche le più strategiche per il business, difficilmente sono frammentabili al di fuori del contesto argomentativo o sposabili con altri oggetti riutilizzabili. Come fare a distinguere fra learning/knowledge strategico e di base? Come pianificare i flussi in base ai destinatari e alla qualità del messaggio?
È evidente che "l'economia" degli RLOs comporta un'apposita tecnostruttura specializzata che, se unita ai costi dell'information overloading in funzione dell'effetto strategico, pur non inficiando l'utilità del metodo, ancora una volta ci fa dire che, per risultati di qualità, l'e-learning (e con esso ERP, CRM, KMS, ePortals...) abbassa i costi solo a fronte di investimenti in conoscenza superiori al passato: perché, solo pensando in termini di sviluppo competitivo e di cambiamento culturale, si postulano le dimensioni di scala necessarie alle nuove tecnologie per abbattere i costi.
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