L'Impresa guidi il progetto
di Ennio Martignago

L'e-Learning sta scontando l'onda lunga del dot-com collapse e, se oggi il Nasdaq, dopo un lungo e ripido declino, si sta assestando in una ridimensionata stabilità, l'indice dei titoli della formazione online ha cominciato a scendere alla fine del 2001 e ora si trova in pieno precipizio. Ciononostante, la nota società di consulenza internazionale Booz Allen Hamilton prevede che entro il 2004 questo mercato raggiungerà tra i 12 e i 14 miliardi di dollari, soprattutto grazie ai segmenti Professional e Corporate (gli altri essendo Scuola, Istituti Superiori privati ed Educazione Continua). Questa ripresa non sarà comunque priva di condizioni e il report di Booz Allen ne mette a fuoco soprattutto tre:

Reggie Van Lee, che di Booz Allen è Vice President, accusa gli attuali fornitori di non ascoltare il cliente e di non essere capaci di interpretarne i bisogni. Tutti impegnati a convincerlo di spostare online i propri obiettivi formativi, dovrebbero invece concentrarsi nella personalizzazione, nella rapidità di rilascio e nella funzionalità dell'infrastruttura.

Queste sintetiche ricette vanno comprese a fondo dagli attori nostrani, già poco favoriti da un mercato per molti versi più asfittico degli USA (ma anche meno competitivo). Oggi molti guardano alla formula delle cosidette Blended Solution, che in sé non significa molto più che delle "soluzioni mischiate" (quando non "pasticciate") per risolvere il problema della scarsa rispondenza dell'e-learning puro.

Più che di stratagemmi applicativi ci sarebbe bisogno di strategie e di competenze di integration dei processi formativi.

L'e-learning intesa solo come speculazione finanziaria ha finito i suoi giorni: occorre più modestia nell'annunciare rivoluzioni accanto a una maggiore professionalità nell'ingegnerizzazione dei processi, integrando unità telematiche leggere (perché "studiare stanca") come supporti dell'attività lavorativa. Occorre soprattutto una maggiore attenzione alla personalizzazione del rapporto con il cliente finale (guardando ai modelli one-to-one), e non solo con il committente.

Quest'ultimo continuerà a pagare solo fino a che non si accorgerà che il destinatario non partecipa, facendo fallire gli obiettivi. Allora difficilmente farà un secondo tentativo. Il migliore alleato dell'e-business, e quindi dell'e-learning, rimane il cliente e si deve cercare di fidelizzarlo al punto che sia lui a guidare, il più direttamente possibile, il cambiamento organizzativo.

Un obiettivo difficile in un segmento di mercato, come quello dell'educazione, dominato dalla cultura dei professori, prima, e dei manager amministrativi, poi.

5 luglio 2002
©ItaliaOggi.it 3-8-2002

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