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Teledidattica e apprendimento (parte seconda)
Più sensi, più percorsi
Occorre distinguere fra due utilizzi del computer
nella formazione.
Il primo è anche quello più tradizionale: fornire un supporto dalle caratteristiche nuove al momento
dello studio che dia del valore aggiunto se confrontato con i supporti tradizionali come i libri. Non che questi
ultimi siano da abbandonare, almeno non più di quanto l'introduzione della trasmissione cartacea della cultura
abbia sostituito quella orale e quella diretta in generale. Piuttosto è il libro oggi ad essere in vantaggio
sul computer: lo si può portare dovunque, è leggero, facile da usare e consultabile con estrema agilità.
Siamo inoltre più abituati a concentrarci su un libro anche solo perché lo afferriamo, lo possediamo,
lo manipoliamo, lo sottolineiamo...
Eppure il computer da questo punto di vista ha diverse carte in più da giocare.
- Favorisce l'interattività; questa è la caratteristica più nota e anche
la meno sfruttata: un libro si assorbe per quello che ha da dare, un ipertesto informatico consente di verificare
l'apprendimento ed eventualmente di personalizzare il contenuto.
- Facilita i collegamenti; il dispiegamento dei temi in un libro è necessariamente sequenziale
e solo un uso sapiente dell'indice analitico permette di collegare fra loro argomenti apparentati, mentre su computer
ogni argomento può idealmente trovarsi in tutte le pagine da cui potrebbe essere richiamato.
- Non separa l'assunzione dall'elaborazione; mentre scrivo posso consultare i dati da un CD e persino
sfruttarne i contenuti di testo, immagini o altro, copiandoli da un programma all'altro; nello stesso modo il corso
che sto seguendo può parallelamente portarmi a creare il prodotto che sto studiando con un programma che
tengo aperto mentre studio.
- È integrato con i processi comunicativi; mentre studio posso andare su Internet a rintracciare notizie
utili, ricorrere a dei gruppi di discussione sull'argomento per scoprire se qualcuno ha trovato risposta al problema
che mi assilla, o comunicare per email o per teleconferenza con il docente del corso.
- Consente aggiornamenti più agili, perché, a mano a mano che la materia del corso si
amplia o viene modificata, io posso introdurre in rete le nuove informazioni rendendole subito disponibili a tutti
(e posso anche avvisare tutti del cambiamento che troveranno al primo collegamento).
- È multimediale, consente cioé di utilizzare tutti i mezzi sensoriali umanamente
disponibili per trasferire al meglio l'informazione per la sua specifica natura: sonora, se si tratta di musica
o suoni, visiva, se di immagini o movimenti, rendendo il più possibile vicino all'esperienza diretta la
conoscenza che si intende trasmettere.
Un po' tutte le caratteristiche dell'uso del computer
per lo studio si trovano in definitiva ben condensate in quest'ultimo principio di multimedialità, che per molti versi esprime gli elementi salienti degli
altri punti (interattivita, connettibilità, comunicazione).
Non sempre quindi è bene usare il computer, ma quando serve è bene scegliere lui e non altro. Però
dire "computer" non basta a far pensare ad un buon prodotto. Anzi... Una ricerca coordinata dal professor
Boniolo, ordinario di sociologia, e condotta dall'Università e dal Politecnico di Torino ha rilevato come
la stragrande maggioranza dei corsi multimediali "dedicati" in circolazione sono, complici gli sviluppatori
e i committenti a scapito degli utilizzatori, di scarsa o infima qualità
pedagogica. Questo vuol dire che ci si accontenta
di mettere su disco tonnellate di parole creando dei libri elettronici invece che corsi di formazione. Per mascherare
questa carenza spesso si guarniscono i prodotti con quantità stuollanti di effetti speciali, filmati incongruenti,
immagini e sfondi artistici. Una buona regola è quindi quella di diffidare dei prodotti esteticamente seducenti,
anche perché questa loro caratteristica finisce comunque spesso per distrarre l'attenzione dai contenuti.
Nello stesso modo occorre evitare quei lavori che propongono summe disciplinari "tutto compreso nel prezzo".
Un buon lavoro è circoscritto, ma approfondito, gradevole, ma non sensazionale o stupefacente. Questo tipo
di prodotti non richiede solo competenze nella materia e esperti di sviluppo (grafici e informatici): impone degli
esperti in pedagogia multimediale. Spiegare il "come" di concetti difficili con parole semplici, infantili,
per di più in assenza del rapporto interpersonale è terribilmente difficile, ma questa è la
vera sfida, non quella tecnologica, della multimedialità.
Il secondo utilizzo dell'informatica nella formazione
corrisponde ad un'espansione degli spazi di comunicazione. C'è spesso una diffusa confusione sul significato
di Formazione a Distanza (nota anche come Distance Learning o Teledidattica, come
pure con le sigle FAD o DL) allorquando viene identificata con i prodotti multimediali che vengono veicolati come
corsi - più o meno - on-line 1. In realtà la FAD ha un senso anche in completa assenza
di corsi multimediali su CD o in rete. FAD è soprattutto l'infrastruttura che consente allo studente di
fruire dei benefici di un campus virtuale, come i gruppi di studio, il ricevimento dei docenti, la biblioteca,
le strutture di ritrovo comune, e così via. Anche se si potrebbe immaginare dei corsi d'aula o comunque
tradizionali con una struttura telematica FAD di supporto per consentire di proseguire il contatto con il docente
o con il proprio gruppo di studio (sia di tipo specialistico che relazionale), la maggior parte di questi corsi
si basa su una mistura di molteplici risorse. Si usa il CD o le videocassette per studiare, la posta elettronica
e il telefono per comunicare con il docente, il Web per consultare il proprio curricululm, ricevere gli aggiornamenti
o fare il test, l'aula per sperimentazioni pratiche o esami, e così via. La teledidattica è quindi
l'infrastruttura che consente la realizzazione di un'ambiente virtuale dedicato all'apprendimento e allo scambio
reciproco delle idee, come pure all'auto-aiuto.
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